La storia del Sorrento Calcio
Il Sorrento Calcio fu fondato nel 1945 con la denominazione di S.S. Sorrento Calcio per iniziativa di un gruppo di ex atleti e dirigenti della prima squadra di calcio cittadina, il Nazario Sauro 1929, e degli animatori della sezione sorrentina del partito politico «L’uomo Qualunque», dove fu ubicata inizialmente la sede sociale. I primi venti di gloria vennero vissuti dalla S.S. Sorrento nella stagione 1946-47, in serie C, categoria alla quale fu ammesso per meriti acquisiti all’epoca del Nazario Sauro 1929. La squadra ebbe una domenica di notorietà finendo sulla schedina Totocalcio, ma perse per uno a zero nella trasferta di Benevento. Frammenti di ricordi. I tifosi al seguito giudicarono immeritata la sconfitta e, per tutta la settimana, nei ritrovi pubblici e nei bar dello sport venne enfatizzato un “missile” dell’ala destra sorrentina Carlino Petagna, Charly per tutti. Tra i suoi numeri più brillanti, Petagna vantava il destro ciclonico e la rovesciata, gesto tecnico che rese famoso Carletto Parola negli anni ’50. Una copia sgualcita del periodo “Lo sport illustrato del sud”, datata 1° ottobre 1947, testimonia di un’amichevole giocata a fine settembre dal Sorrento allo stadio del Vomero con il Napoli, che la organizzò per presentare i sud americani importati da Andreolo, tra i quali La Paz.
Nel 1949 la S.S. Sorrento Calcio fu iscritta al campionato di Promozione che disputò fino alla stagione 1967-68 in cui vinse il campionato e fu promossa in Serie D. Fu il primo dei una serie di successi ottenuti dal tandem dirigenziale formato dal Comandante Achille Lauro e dal dottor Andrea Torino. L'anno successivo il Sorrento fu protagonista di una stagione entusiasmante e, dopo essersi classificato al primo posto a pari merito con la Turris, meritò il salto in Serie C nello spareggio contro la squadra corallina disputato in gara unica al "Flaminio" di Roma il 2 giugno 1969. Il Sorrento vinse lo spareggio per 1-0 grazie al gol segnato a metà ripresa da Piero Sani stopper, anonimo e rude difensore, con un tiro dalla lunga distanza. Gol tuttora leggendario tra i tifosi perché Sani, mancino puro, segnò con il destro, il piede che usava solo camminare. Molti hanno sempre raccontato che Sani, superato il centrocampo, non vide alcun compagno smarcato e tirò con tutte le forze perché assalito dalla paura di perdere il pallone. L’allenatore che guidò il Sorrento alla promozione in C fu Gennaro Rambone, passato dal campo alla panchina dopo una discreta carriera come ala destra del Napoli.
Nella stagione 1970-71 il Sorrento si classificò al primo posto anche nel girone meridionale di serie C, e fu promosso in Serie B: il portiere Antonio Gridelli stabilì un favoloso record di imbattibilità con 1537 minuti senza prendere gol. L'allenatore era Giancarlo Vitali e, tra i giocatori, c’era un giovanissimo Beppe Bruscolotti, poi protagonista di una lunga carriera nel Napoli, durata 16 anni con 367 partite in serie A, fino a vincere anche il primo dei due scudetti (1986-1987) con l’arrivo di Diego Maradona.
Il primo (e unico) campionato in Serie B non fu brillante perché la squadra rossonera arriverà penultima in classifica nonostante un girone di ritorno da ritmo promozione. L’obiettivo della salvezza non fu raggiunto anche perché, essendo lo stadio Italia di Sorrento inadeguato per la B, tutte le partite casalinghe furono giocate al "San Paolo" di Napoli. Il Sorrento, dopo la retrocessione dalla B, restò in serie C fino alla stagione 1977-1978, in cui fu declassato in Serie C2. Nel 1981-82 la prima stagione del dopo Lauro-Torino. Nel 1984-85 Il Sorrento, con una nuova dirigenza locale (guidata dai fratelli Antonino e Martino Pollio e Carlo Cuomo) che aveva preso il posto del tandem Lauro-Torino, meritò il secondo posto in classifica e fu promosso in C1. In seguito, il Sorrento attraversò un periodo buio: dapprima la ricaduta in C2 nel giugno 1987 e, dopo alcuni tentativi di risalita non andati a buon fine, la retrocessione nell’ Interregionale maturata a tavolino nell’agosto 1989 per non aver perfezionato la fideiussione ai fini dell’iscrizione alla C2. In occasione delle ripartenza dall’Interregionale, s’affacciò tra i dirigenti Antonino Castellano, che dodici mesi dopo iniziò la lunga avventura da presidente (inizialmente con Carlo Cuomo) assolta con eccellenti risultati per 19 anni consecutivi, raccogliendo successi con la squadra titolare e con il settore giovanile.
II rilancio dei colori rossoneri si ebbe nella stagione 1997-98, vincendo il girone B dell’Eccellenza campana davanti a Paganese e Palmese, oltre ad alzare la Coppa Italia Dilettanti–fase regionale Eccellenza-Promozione per la Campania nella palpitante finale unica di Caserta, giocata in notturna, in cui riuscì a prevalere sulla Viribus Unitis dopo tempi supplementari e rigori.
Nella stagione successiva, in Serie D, chiuse in testa il girone d'andata e alla fine arrivò quinto sognando ad occhi aperti il ritorno in C2. In D, nella stagione 2000-01, evitò la retrocessione in Eccellenza vincendo lo spareggio con l’Internapoli, disputato a Benevento, ai rigori. L’ultimo rigore, quello decisivo, fu segnato da Antonio Guarracino, centrocampista, di Piano di Sorrento.
Nel campionato 2005-06 centrò la promozione dalla Serie D alla Serie C2 e vinse la Coppa Italia Serie D (in panchina Renato Cioffi) battendo il Giarre nella doppia finale (andata e ritorno), raggiunta con una goleada (4-2) in casa del Cervia, il club allenato dall’ex campione del mondo “Ciccio” Graziani, la squadra protagonista su Italia 1 del reality “Campioni–Il sogno”.
Nella stagione 2006-07, il Sorrento vinse il campionato di C2 e meritò C1 (ancora con Cioffi in panchina e con l’attaccante Francesco Ripa, il “bomber di Battipaglia”, autore di 23 gol in 32 partite avendo al fianco Checco Ingenito). Al salto di categoria il Sorrento abbinò la Supercoppa di Lega Serie C2, vincendo il triangolare tra le vincitrice dei rispettivi gironi con 4 punti totali, davanti a Legnano (secondo con 3 punti e sconfitto per 1-0 a Sorrento) e Foligno (ultimo con 1 punto).
Nella stagione 2007-08, in C1, il Sorrento fu sconfitto al Campo Italia dal Potenza (0-1) nella seconda giornata di campionato chiudendo la sua lunga imbattibilità che durava dal 1º maggio 2004 (Sorrento-Paganese 1-2). Dopo 52 risultati utili consecutivi in gare ufficiali disputate nel suo stadio (tre anni, quattro mesi ed un giorno), il Sorrento chiuse la striscia positiva nel proprio stadio senza eguagliare il record del Milan stabilito nel 1993: 58 partite ufficiali di campionato senza sconfitte interne. Il Sorrento, dopo alti e bassi, si piazzò a ridosso della zona alta della classifica con l’arrivo di Morgia che sostituì all’inizio di novembre Provenza. Il finale di stagione, però, fu caratterizzato da una complessa crisi dirigenziale, culminata a metà giugno da un colpo di scena: Franco Giglio (determinante nel rilancio del Sorrento) si fece da parte e Antonino Castellano restò di nuovo da solo al timone della navicella rossonera. Castellano fu bravo ad evitare la fine del calcio, ma sapeva bene che da solo non poteva farcela. Ingaggiò come ds Danilo Pagni e Gianni Simonelli come allenatore, cominciò ad allestire la rosa per il nuovo campionato e, nel contempo, cercò anche al di fuori della penisola sorrentina. All’inizio di agosto Castellano regalò al Sorrento l’ennesimo capolavoro: individuò il partner giusto per salvare il club in Mario Gambardella, brillante imprenditore di Nocera Inferiore, già presidente della Nocerina giunta nella stagione 1997-98 alla finale dei playoff per la B con Gigi Del Neri e Gianni Simonelli. Il tandem Castellano e Gambardella funzionò bene sino alla fine della stagione e la squadra, nonostante un tormentato girone d’andata, riuscì a centrare l’obiettivo della salvezza diretta, oltre a conquistare, per la prima volta nella sua storia, la Coppa Italia di Lega Pro, battendo nella doppia finale la Cremonese (0-0 a Cremona e 1-0 a Sorrento). Il gol decisivo fu timbrato con un colpo di tacco da Federico Giampaolo, agli sgoccioli di una lunga carriera di attaccante dai piedi buoni: il fratello di Marco, più fortunato e più brillante da allenatore che da calciatore.
Nel maggio 2009, un’altra svolta. Dopo 19 anni da presidente, Antonino Castellano cede tutte le sue quote a Mario Gambardella, il nuovo patron che ha coinvolto nella dirigenza anche il fratello Renato e il figlio Attilio vice presidenti, con il tour operator sorrentino Paolo Durante e Franco Ronzi quale rappresentante dello sponsor principale, la Msc dell’armatore di origine sorrentina Gianluigi Aponte che dalla sua sede di Ginevra non fa mai mancare il supporto alla squadra. Il Presidente Mario Gambardella affida la carica del delicato compito di amministratore delegato all'avv. Franco D'Angelo, esperto in diritto sportivo. Per l'incarico di Direttore Generale viene scelto l'albergatore sorrentino Diodato Scala, che già negli anni passati era stato uno dei dirigenti della società calcistica. Per la seconda stagione consecutiva, però, la partenza non fu brillante e a fine ottobre Gianni Simonelli rassegnò le dimissioni e non vi fu verso di farlo tornare sui propri passi. Ma fu breve l’interregno in panchina di Raffaele Novelli, che si chiuse il 14 gennaio 2010, subito dopo la sconfitta casalinga contro la capolista Novara (0-2). Il giorno dopo, al Campo Italia, tornò Gianni Simonelli con il suo fidatissimo vice Sossio Perfetto, ritrovando dopo 84 giorni il Sorrento in zona playout. In meno di quattro mesi bisognava portare il Sorrento alla salvezza diretta. Detto e fatto. Gianni Simonelli, il filosofo della panchina, tecnico che avrebbe meritato una carriera a livelli più alti tra sapienza calcistica e scienza umanistica, ha portato il Sorrento alla salvezza diretta con due partite di anticipo perché tutta la squadra ha girato a mille con l’exploit dei “gemelli del gol” Paulinho e Carlini. Arrivato con il mercato di riparazione di gennaio, Carlini ha segnato sei gol e, soprattutto, si è rivelato la spalla ideale per Paulinho, brasiliano prestato al Sorrento dal Livorno, che ha collezionato 15 gol preziosi. Undici li ha infilati nel girone di ritorno. Guarda caso: dopo il rientro in panchina di Simonelli e avendo al suo fianco Carlini.
La famiglia Gambardella, dopo due salvezza preziose, ha deciso in primavera di voler programmare un Sorrento da playoff e, per prima cosa, ha presentato come nuovo ds Salvatore Avallone. È il quarto ds, dopo averne silurato tre in 24 mesi: Pagni, Di Bari, Lupo. La dirigenza si mette all’opera per allestire il nuovo Sorrento puntando sulla conferma di un gruppo di giocatori della scorsa stagione (in testa Paulinho, Carlini e il portiere Generoso Rossi) e arrivi di qualità (il regista brasiliano Togni, i fantasisti Erpen e Manco, il difensore Terra). In panchina, ancora Simonelli ed oggi il Sorrento è primo in classifica e Paulinho è il suo profeta con la raffica di 11 gol nelle prime 13 partite. Infine ai primi di ottobre di quest'anno il patron Mario Gambardella decide di potenziare qualitativamente i quadri societari e chiama un noto manager sorrentino del settore bancario ed alberghiero, Gaetano Mastellone (ex calciatore del Sorrento nella fine degli anni sessanta), Direttore Generale del Marketing, Comunicazione e Merchandising. Il resto è storia di oggi.
(25 novembre 2010).
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| Partecipazione ai campionati | |||
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| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima Stagione |
| Serie B | 1 | 1971-1972 | 1971-1972 |
| Serie C | 23 | 1969-1970 | 2010-2011 |
| Serie D | 7 | 1968-1969 | 2005-2006 |
| Palmarès | |
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| Trofei nazionali: | 1 Coppe Italia Serie D 1 Coppa Italia Lega Pro 1 Supercoppa di Lega Serie C2 |



















